Aurelio Bertola de' Giorgis

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Numero Unico - Anno Scolastico 2017/2018


V^A - V^B - SCUOLA PRIMARIA VILLAGGIO PRIMO MAGGIO


Durante l'anno scolastico 2017/2018, le classi quinte di “Villaggio 1° Maggio” hanno lavorato sul tema del “viaggio”, come metafora della vita, attraverso esperienze linguistiche, teatrali, la lettura del poema “L'Odissea” e la costruzione di un lapbook


Le poesie sottostanti sono state elaborate collettivamente al termine del percorso.

Classe V^A


LA TUA ISOLA

(interpretazione e rielaborazione della poesia “Itaca” di Costantino Kavafis)


Quando ti metterai in viaggio per la tua isola,

che sia Itaca o l'isola che non c'è,
spera che la strada sia lunga,
ricca di avventure e di esperienze.

Non temere le tempeste e i cattivi incontri,

ma affronta con coraggio e impegno

le tue difficoltà e paure,

non scappare e non tenerle dentro,

diventerebbero più forti di te.

Spera che il tuo viaggio duri a lungo,

che siano tante le giornate di sole e gioia,

quando la tua barca approderà su nuove rive.

Fai tesoro delle tue scoperte,

conosci, raccogli le bellezze dei luoghi,

delle persone, delle cose

che incontrerai,

apri i tuoi sensi, la mente e il cuore.

Non accontentarti,

non essere distratto,

non andare di fretta,

sii curioso,

scegli chi vuoi essere.

Viaggia, cresci,

ma ricorda sempre chi sei,

da dove vieni,

ricordati di Itaca e delle tue radici.

Qualsiasi sia la tua meta,

vai avanti,

abbi fiducia in te,

regalati tempo e possibilità,

credi ai tuoi sogni,

non ti lasciare scoraggiare

da nessuno.

Continua a cercare il tuo posto

e non pensare mai

che non esista.

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Classe V^B

 

VIAGGIO

(assemblaggio di riflessioni e versi sciolti a partire da un brainstorming)


Viaggio,

vita che scorre,

a volte in salita,

a volta in discesa,

tra dolori e gioie,

tra difficoltà e successi.

Non fermarsi mai,

scalare montagne,

sfidare paure,

passeggiare,

raccogliere idee, emozioni,

attimi di gloria.

Viaggio,

cammino verso una meta,

occasione di nuovi incontri e scontri,

esperienza per aprire nuovi dialoghi.

Vita,

cammino di crescita,

imparare

da errori sempre nuovi,

affrontare nuove prove,

senza arrendersi.

Vita,

continuo confronto,

scoperta della diversità,

condivisione che ci arricchisce

e ci cambia,

senza farci dimenticare

chi siamo e le nostre origini.

Vita,

Odissea,

viaggio da fare

con passione

nel mondo che vorremmo.

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 V^A - V^B - V^C - SCUOLA PRIMARIA G. B. CASTI - RIMINI


Durante l'anno scolastico 2017/2018, le classi quinte della Scuola Primaria "G.B. Casti" ci narrano le loro esperienze ottenute nelle gite scolastiche e nelle uscite didattiche. 

 

V^B - V^C - SCUOLA PRIMARIA G. B. CASTI - RIMINI

 

UNA GITA DI CLASSE PUO’ ESSERE ISTRUTTIVA E ALLO STESSO TEMPO DIVERTENTE ?

Cari ragazzi, lettori del Bertolino,

vogliamo raccontarvi la gita che abbiamo fatto insieme alle nostre insegnanti al Museo del Balì.

Il museo si trova in provincia di Pesaro-Urbino, loc. San Martino, Colli al Metauro, in una villa antica, in campagna. All’esterno il museo  appare  piuttosto antico, mentre all’interno è molto moderno, con tante sale e anche un planetario.

Il planetario è una macchina che proietta sulla volta del soffitto, di una grande sala circolare, il cielo stellato. Ci siamo entusiasmati tantissimo quando nel  buio della sala sono apparse le stelle della nostra galassia.

Abbiamo riconosciuto anche le costellazioni del Sagittario, del Capricorno e alcuni  di noi hanno visto i disegni del proprio segno zodiacale.

Lo sapevate che Venere al crepuscolo ci appare come una stella molto brillante?

Il cielo stellato è uno spettacolo a cui non ci si abitua mai; peccato che nelle nostre città ci siano troppe luci accese, il cosiddetto inquinamento luminoso, che non ci permette di vedere brillare gli astri celesti della nostra galassia.

Il Museo del Balì è un museo scientifico e tecnologico piuttosto particolare, perché all’ingresso c’è un cartello che ci sorprende con queste parole: “ VIETATO NON TOCCARE”, ed è vero, perché in ogni sala si possono fare  esperimenti e osservare  fenomeni.

Vi possiamo assicurare che il museo è proprio interessante e abbiamo provato tante macchine e tanti strumenti differenti.

Abbiamo visto come funziona il Pendolo di Foucault , cioè un enorme pendolo fissato al soffitto che termina con una punta metallica. Esso ci permette di vedere che la terra durante lo scorrere del tempo si muove, cioè ruota, ed infatti il pendolo oscillando lascia  sulla sabbia  delle tracce in direzioni diverse.

Newton è stato un grande scienziato e matematico e quindi al museo ci sono alcune delle sue scoperte:  uno strumento composto da alcune sfere di metallo appese ad un filo. Se si fa dondolare una pallina, quella sbatte nella sua vicina e l’energia cinetica si propaga in tutte le altre sfere, ma esse stanno ferme,   solo l’ultima nel lato opposto si stacca. Questo esperimento è diventato molto famoso e si vendono pendoli di questo tipo anche come giochi e soprammobili.

A questo proposito dobbiamo dire che  al Balì abbiamo acquistato molti  strumenti che sono dei giochi scientifici abbastanza istruttivi, ma piuttosto cari.

Abbiamo provato anche a simulare uno tsunami attraverso una leva che crea onde altissime in un plastico a parete.

La stanza dell’elettricità sembra il laboratorio di un mago. Ci sono tubi di vetro in cui  si formano scariche elettriche, simili a fulmini e se appoggi la mano sul vetro, ti senti come uno stregone che comanda le forze della natura.

Per non parlare poi della lavagna fotosensibile, dove con la luce puoi scrivere, se appoggi la mano sulla lavagna puoi vedere l’impronta al negativo della tua mano.

Giocando con delle biglie su un tappeto elastico abbiamo capito come funziona la forza di gravità.

Le sfere più grandi pesano di più e attirano verso di loro  quelle più piccole, come se l’universo fosse una rete che ci sostiene e i buchi neri delle voragini acchiappa stelle.

In questa  gita, poi, non pensavamo di trovarci al luna park. Al museo del Balì c’è un’installazione che ci spiega come a volte i nostri sensi ci giochino brutti scherzi. Essa è un grande tubo scuro che si deve percorrere e ciò sembra un gioco da bambini, ma quando si mette in moto e tutto inizia a ruotare intorno a noi, sembra di essere su un pazzo gioco del Luna Park. Ma la cosa strana è che la passerella su cui si cammina non si muove, è tutto ciò che c’è intorno che sembra impazzito. Il nostro cervello non riesce a farsene una ragione e cominciamo anche noi a dondolare e a camminare tutti di traverso perché pensiamo di cadere e non ci resta altro che urlare.

Bolle giganti, molle musicali,giochi matematici, polmoni di maiale ecc., sono solo alcune delle cose curiose che si possono vedere e soprattutto toccare al Balì.
Per il ristoro poi c’è un grande giardino con tendone per poter gustare comodamente quello che si vuole... ovviamente il pranzo al sacco.

Buon divertimento al Museo del Balì.

CLASSI VB e VC  SCUOLA PRIMARIA G.B.CASTI


 V^A - SCUOLA PRIMARIA G. B. CASTI - RIMINI

 

ROMA: UN'ESPERIENZA UNICA

 

Per chiudere in bellezza il nostro percorso di Scuola Primaria, le nostre insegnanti ci hanno portato in gita a Roma per ben tre giorni!

Eravamo fortemente impazienti e non vedevamo l’ora che arrivasse il giorno della partenza e così… Mercoledì 7 marzo, finalmente siamo partiti.

La prima tappa del nostro viaggio è stato il Colosseo: una struttura colossale vicino all’arco del Trionfo di Costantino, dopo di che abbiamo visitato la capanna di Romolo, fondatore e primo re di Roma.

La guida ha arricchito la nostra visita con storie e curiosità.

Terminata questa prima parte, sotto una pioggia fitta e noiosa, siamo tornati in albergo dove, dopo esserci rifocillati, abbiamo trascorso la serata in amicizia e serenità.

Le sorprese non erano finite: il mattino seguente abbiamo visitato i Giardini Vaticani, stupendi, i Musei e la Cappella Sistina dove si entra in rispettoso silenzio ed abbiamo potuto ammirare gli affreschi di Michelangelo: opere che tutto il mondo ci invidia. Pensavamo che fosse il massimo, ma quando siamo scesi in Basilica, sembrava che gli occhi non ci bastassero per ammirarne le meraviglie: eravamo veramente basiti. Saremmo voluti rimanere lì per continuare ad ammirare, ma il nostro viaggio esplorativo doveva continuare.

Abbiamo potuto ammirare dal di fuori Castel S. Angelo, prima rifugio dei Papi, in caso di attacco, poi divenuto una triste prigione.

Non meno interessante è stata la visita alle Catacombe di S. Callisto dove ci ha particolarmente colpito la tomba di Cecilia: una ragazzina che ha saputo testimoniare la propria fede.

Le Tombe etrusche di Cerveteri e il Museo, hanno concluso il nostro viaggio.

Certo a Roma si cammina molto, ma ne vale veramente la pena: è una città che racchiude arte e storia: la nostra storia.

È stato meraviglioso fare questa esperienza con tutti i compagni di classe e, attraverso queste righe, vogliamo fare un ringraziamento speciale alle maestre Enza e Federica che ci hanno accompagnati. Speriamo che anche per loro sia stata una bella esperienza.

                                       

Classe VA - Casti

 

 


 V^B - SCUOLA PRIMARIA "GIANNI RODARI" - RIMINI

LA  LEGALITA’

       La classe V B della scuola primaria Gianni Rodari ha aderito al progetto - concorso “PretenDiamo legalità, a scuola con il Commissario Mascherpa”, elaborato dalla Polizia di Stato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per l’anno scolastico 2017/2018, finalizzato alla promozione della cultura della legalità. Dopo l’incontro con due funzionari e operatori della Questura, mirato ad accrescere il senso civico nei giovani e a far comprendere come solo il rispetto delle regole e delle leggi permette di esercitare la libertà individuale,  gli alunni hanno letto i Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e hanno scelto di approfondire e commentare quelli che hanno ritenuto più significativi.

      Nella classe si sono formati vari gruppi che hanno collaborato, con disegni e riflessioni personali, alla realizzazione di cartelloni, i quali, prima di essere inviati a Roma per la selezione dei vincitori, tra le varie scuole d’Italia che hanno aderito al concorso, sono stati esposti in Fiera durante la Festa della Polizia, il 10 aprile, in occasione del 166 anno dalla Fondazione, alla quale gli alunni della quinta sono stati invitati a partecipare.

La partecipazione a questo concorso è stata un’occasione per riflettere sui diritti e sui doveri di tutti i cittadini, sul lavoro che resta da fare per concretizzare i Principi scritti nelle Carte e sul contributo che ognuno di noi può dare alla loro realizzazione.

I NOSTRI CARTELLONI
 

 

pretendiamo legalità

 


- ARTICOLI  1 e 4
: C.Federico, G. Matteo,  M. Francesco, T. Matteo, S.Alida.

Gli articoli 1 e 4 parlano del lavoro come diritto e dovere. Il lavoro nobilita l’uomo, cioè lo rende felice e lo fa sentire utile alla società. Dire che il nostro Stato è fondato sul lavoro, significa riconoscere l’importanza di ogni lavoro e di ogni lavoratore, perché tutti, impegnandosi nel proprio mestiere, facendo il proprio dovere, contribuiscono a far star bene sé stessi, la propria famiglia, la propria città e il proprio Paese.

- ARTICOLO 2: N. Linda, P. Francesco, P. Filippo, S. Sofia.

L’articolo 2 spiega i diritti e i doveri che ogni cittadino dovrebbe avere . I diritti dell’uomo sono inviolabili, sia come singolo, sia nelle informazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica ed economica.                                                                                          

-ARTICOLO 3: A.Diego, A.Federico, G.Giacomo, M.M.Matteo.

Abbiamo scelto questo articolo perché ci è piaciuto il suo significato: tutti i cittadini devono avere pari dignità davanti alla legge e la Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.                                

- ARTICOLO 9: L.Jacopo, M. Edoardo, N. Elena, T.Dana.   

Il significato dell’articolo 9 è l’evoluzione dell’arte, della storia, della cultura e della scienza: com’era nel passato, com’è oggi e come sarà domani.                                   

- ARTICOLO 10: B.Linda, F. Riccardo, G. Leonardo. L.Giacomo.

Secondo questo articolo, lo straniero, al quale sono impedite nel suo paese le libertà democratiche, che invece sono garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto ad essere accolto nel territorio della nostra Repubblica, perché ognuno deve sentirsi libero di esprimere le proprie idee.
                                                                            

- ARTICOLO 11: C. Federico, D.Letizia, D. Matilda,
G.Alessandro, T.Angelica.

Il significato di questo articolo si avvicina molto alla nostra idea di libertà fisica e politica. L’articolo 11 parla della piena disapprovazione alla guerra, spesso usata come offesa alle diverse etnie e religioni. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. In questa frase si coglie appieno il messaggio che vogliamo mandare con il nostro lavoro:

                            PACE PER SEMPRE


V^A SCUOLA PRIMARIA G. RODARI - RIMINI 

 

Un’esperienza inconsueta: l’ antico mestiere della tessitura.

TRA NAVETTA, FILI, ORDITO E TRAMA.

Realizzazione di un manufatto villanoviano.

 

Siamo gli alunni della classe 5° A della scuola primaria “G. Rodari”.

Lo sapete? Poco distante da Rimini, precisamente a 18 km, sorge Verucchio, un paese posto in posizione strategica fra il Mare Adriatico e la collina (alta circa 300 m. )

In questo luogo si può ammirare un panorama mozzafiato: si intravede il percorso tortuoso del fiume Marecchia e la valle verdeggiante, i monti appenninici e tante piccole case.

In questo piccolo centro, mai ci saremmo aspettati di trovare, all’interno dell’ex monastero di Sant’Agostino, un Museo civico Archeologico tanto interessante per ricchezza di reperti straordinari e molto rari. Ma a chi appartenevano?

Appartenevano ai Villanoviani, una civiltà sviluppata circa 3000 anni fa non solo a Verucchio, ma anche in Toscana e vicino a Bologna, precisamente a Villanova, da cui hanno preso il nome. Gli oggetti preziosi e i gioielli di ambra e bronzo trovati nelle tombe delle necropoli intorno a Verucchio dimostrano che i Villanoviani erano molto ricchi;

le donne aristocratiche stavano in casa, filavano e tessevano.

Pare che queste attività fossero considerate degne di prestigio; ciò è dimostrato dalle scene di filatura e tessitura rappresentate su oggetti figurati, come il trono della tomba Lippi .

Le donne formavano il filo di lana con la CONOCCHIA

e lo avvolgevano attorno al FUSO,

infine lo arrotolavano nel ROCCHETTO.

Erano assai abili a tessere e lo facevano su telai verticali molto alti, dall’alto verso il basso, usando dei pettini per “lisciare la stoffa” .

Anche noi nel laboratorio di tessitura abbiamo voluto ripetere questi gesti antichi sperimentando dal vivo la realizzazione di un manufatto come gli antichi Villanoviani.

Che emozione!

La navetta o spoletta, su cui era arrotolato il filo di lana colorata, doveva passare tra i fili dell’ordito.

…Sopra…sotto… in modo alterno… facendo danzare il filo su e giù.

Per fortuna le due estremità di questo utensile di legno erano appuntite, così l’inserimento attraverso il passo era reso più fluido e agevolato.

Passando da un lato all’altro del telaio, dovevamo prestare molta attenzione e occorreva essere assai precisi… altrimenti che pasticci! E, ahimè… bisognava rifare tutto.

Allora ci siamo chiesti: - Chissà quante prove avranno dovuto fare anche le tessitrici di questa civiltà prima di riuscire ad intrecciare i fili e formare così un manufatto perfetto. Mentre ci ponevamo questo quesito, il filato piano piano si srotolava …

Ogni tanto pressavamo la trama con un pettine di legno per avvicinare i fili e rendere più compatto il tessuto che si stava formando….

E così di nuovo…

pari e dispari … una riga dopo l’altra …ripetendo il movimento con attenzione e precisione

fino a raggiungere la lunghezza desiderata.

Dopo averlo reciso dai fili dell’ordito, ecco la realizzazione del nostro manufatto!

Siamo stati veramente orgogliosi del risultato ottenuto!!!


 

Alunni di classe VA- Scuola primaria “G. Rodari”
 

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V^A - SCUOLA PRIMARIA "GAIOFANA" - RIMINI

 

Pennabilli e Sant’Agata Feltria, “luoghi dell’anima malatestiana”

 

Il nostro viaggio nelle terre della celebre famiglia Malatesta è iniziato a settembre, quando noi bambini della classe quinta della Scuola Primaria “Gaiofana”, insieme ai compagni di tutto il plesso, siamo andati a visitare la Rocca Malatestiana di Rimini e il magnifico Duomo, simboli entrambi dell’antica storia e della grandezza di questa importantissima casata.

E così, spinti dalla curiosità e dal desiderio di conoscenza, ora ci avventuriamo  nei possedimenti dei Malatesta e nei luoghi nei quali regnarono a partire dall’XI secolo, ancora prima di giungere a Rimini, la nostra città.

Il nostro viaggio ci conduce oggi a Pennabilli, località che avremo occasione di visitare durante la gita scoprendo che nel 1004, un discendente della famiglia Carpegna soprannominato “Malatesta” forse perché un po’ testardo e sregolato, cominciò la costruzione della rocca sul Roccione: era la nascita del celebre casato che, sceso da Penna prima a Verucchio e poi a Rimini, avrebbe dominato tutta la Romagna.

L’unione con il vicino castello di Billi avvenne solo nel 1350 con la posa della “pietra della pace” nella piazza del mercato, sorta tra i due luoghi abitati.

Adesso, passeggiando in questo borgo ricco di fascino e di storia, ci accompagna l’animo gentile e buono di un grande poeta romagnolo, Tonino Guerra, che con i suoi “Luoghi dell’anima” e l’ ”Orto dei frutti dimenticati” ci fa vivere la bellezza ma anche la grandezza di questo piccolo “angolo di mondo”, dove la natura, la  storia, la poesia e la pace si fondono con armonia.

La nostra avventura  prosegue a Sant’Agata Feltria, una località che subito ci conquista per la sua posizione geografica. Dall’alto del paese si domina tutta l’Alta Val Marecchia e ci si sente davvero i padroni di queste fantastiche terre di Romagna, così come lo erano stati i Signori di Rimini.

Entriamo a “Rocca Fregoso”, monumento che è appartenuto nel corso degli anni anche ai Malatesta per poi passare ai Montefeltro e scopriamo che questo luogo, che rappresenta per Sant’Agata  il cuore della sua storia, ora è la “Rocca delle fiabe”, cioè un posto magico che ci trasporta durante la sua visita nel mondo delle fiabe e della fantasia.

Ogni stanza si anima di un tema, e così c’è la stanza delle “Fanciulle perseguitate”, dove Cenerentola fa da padrona di casa e con un po’ di effetti magici, si può sentire il rintocco della mezzanotte e cercare la sua scarpetta di cristallo. Proseguiamo ed entriamo nella ”Stanza dei viaggi via cielo”; qui ci guida il “Piccolo Principe” e con il suo minuscolo aeroplano  voliamo nell’immaginazione. Ora ci tuffiamo nei fondali della fantasia ed esploriamo la “Stanza delle fiabe per mare” scovando oblò, cannocchiali e tesori nascosti in vecchi forzieri e, tra le onde della creatività, troviamo Ulisse, Ariel, Barbanera e il Pirata dei Caraibi.

Usciamo con gli occhi colmi di immagini e il cuore ricco di emozioni e ringraziamo idealmente la famiglia Cavalca che ha fatto costruire la Rocca prima dell’anno mille e la dinastia Fregoso, grazie alla quale questo luogo è divenuto una dimora principesca. Qui oggi, ogni bambino, ha potuto rivivere un pezzetto di storia e, a cavallo della sua immaginazione, ha provato il gusto di mescolare l’antico con il moderno, il vecchio con  il nuovo, la tradizione con la tecnologia.

                   Gli alunni di classe quinta della Scuola Primaria “Gaiofana”
 

Immagine correlata

 

Un caloroso ringraziamento agli alunni e alle insegnanti delle Scuole Primarie
del Circolo Didattico n. 6 di Rimini

 

     

 

     

Scuola Secondaria di 1° Grado "Aurelio Bertola" Via Euterpe, 16 - 47923 Rimini tel. 0541-770040 - fax 0541-770703 e-mail RNMM02100X@istruzione.it - P.IVA 91033170407

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